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Riparto sovracanoni






Schema relativo al processo di produzione di energia elettrica tramite centrali idroelettriche
Il Consorzio Bim Tagliamento è un consorzio obbligatorio, finalizzato alla gestione dei sovracanoni idroelettrici, consistenti in una sorta di indennizzo versato dai concessionari di derivazioni idroelettriche a fronte del consistente sfruttamento delle risorse idriche montane.
Lo scopo del Consorzio è di provvedere all'incasso, all'amministrazione e all'impiego dei fondi di cui sopra per interventi intesi a favorire il progresso economico e sociale delle popolazioni dei Comuni stessi o nell'esecuzione diretta o indiretta, ovvero nel finanziamento di opere di pubblica utilità.
Le entrate del Consorzio sono costituite sostanzialmente dai sovracanoni idroelettrici che ciascun concessionario di derivazione idroelettrica, avente potenza nominale superiore a 220 KW, è tenuto a versare.
I fondi consorziali eccedenti le esigenze di funzionamento dell'ente sono ripartiti annualmente dall'Assemblea Generale che fissa i criteri per la formazione del fondo che, di norma, segue i seguenti parametri:
a) quota fissa a tutti i Comuni consorziati per un importo pari al 21,41% della somma da ripartire;
b) quota per i Comuni danneggiati di Forni di Sopra, Forni di Sotto, Sauris, Ampezzo, Socchieve, Preone, Enemonzo, Villa Santina, Raveo, Lauco, Ovaro, Tolmezzo, Verzegnis, Cavazzo Carnico, Amaro, Venzone, Bordano, Trasaghis, Gemona e Osoppo (per un importo pari al 55,50% della somma da ripartire;
c) quota per i Comuni rivieraschi d'impianti idroelettrici che non hanno subito gravi danni dalla sottrazione delle acque (Comeglians, Sutrio, Forni Avoltri, Rigolato, Prato Carnico, Arta Terme, Cercivento, Paluzza, Paularo, Chiusaforte, Dogna, Malborghetto, Moggio Udinese, Pontebba e Clauzetto per un importo pari al 13,09% della somma da ripartire;
d) quota per la superficie dei Comuni consorziati ricadente nel B.I.M. (sopra i 500 m.l.m.) per un importo pari al 10% della somma da ripartire.


MODALITA' OPERATIVE E PROCEDURALI

FASI DEL PROCEDIMENTO:

1) Richiesta ai Comuni invio proposte.
Con nota del Presidente viene comunicata ai singoli Comuni la quota di contributo spettante, come deliberato dal Direttivo, e richiesto l'invio della deliberazione giuntale di approvazione della proposta di utilizzo e di richiesta di concessione del contributo. Viene fissata una scadenza per l'invio dei piani; detto termine si intende ordinatorio, per i Comuni ritardatari viene eventualmente fissato un termine di ulteriori 15 giorni il cui mancato rispetto comporterà invece la perdita del contributo. La nota deve contenere la precisazione che i fondi verranno utilizzati esclusivamente in conformità alla legge 959/1953 e che i piani dovranno essere conformi alle indicazioni contenute nei piani e programmi delle Comunità di Montagna.

2) Verifica conformità e richiesta pareri Comunità di Montagna
Ad acquisizione dei piani viene richiesto alle Comunità di Montagna il proprio parere di conformità ai piani di sviluppo ed ai programmi pluriennali delle proposte dei singoli Comuni con statuizione di un termine entro il quale le Comunità devono rilasciare detto parere (30 giorni), scaduto il quale si provvede a dare seguito al procedimento anche in assenza di parere.  

3) Approvazione proposte utilizzo dei Comuni.
Ad acquisizione dei pareri, ovvero a scadenza del termine fissato, il Consiglio Direttivo provvede alla approvazione delle proposte di impiego dei fondi con deliberazione, ovvero rinvierà ai Comuni, per mancata conformità, le proposte e richiederà l'invio di un nuovo piano entro il termine di giorni 30.

4) Comunicazioni finali e liquidazione contributo.
Ad esecutività della deliberazione, comunicazione ai Comuni dell'avvenuta approvazione del piano di utilizzo:
4a) liquidazione prima quota di importo pari al 90% della quota spettante ad avvenuta comunicazione da parte del Comune che l'iniziativa è stata avviata. Al ricevimento della documentazione, il provvedimento di liquidazione, previo esame degli atti trasmessi, verrà emesso dal Responsabile del Servizio.
4b) liquidazione saldo 10% previo invio da parte dei Comuni di una  dichiarazione con la quale si attesti che la spesa è stata sostenuta per l'ammontare del contributo concesso e che i fondi sono stati utilizzati secondo il piano proposto ed approvato dal BIM. Al ricevimento della documentazione, il provvedimento di liquidazione, previo esame degli atti trasmessi verrà emesso dal Responsabile del Servizio senza adozione di ulteriori atti deliberativi del Consiglio Direttivo di approvazione del rendiconto.
La rendicontazione potrà riguardare anche spese sostenute antecedentemente l'approvazione del piano, purché rientranti nell'esercizio finanziario in corso.
Nella nota dovrà essere fissato, come stabilito dal Regolamento, il termine per l'utilizzo dei fondi, pena decadenza, salvo proroga motivata, che viene stabilito in anni tre dalla data di approvazione del piano.

Il Comune dovrà indicare nel cartello di cantiere (in caso di opere pubbliche), o nel materiale illustrativo dell'iniziativa che l'opera è finanziata con fondi BIM


5) Rettifiche e proroghe termini.
Viene consentita la rettifica dei piani già approvati da parte dei Comuni (a causa di particolari problemi o necessità emerse successivamente alla approvazione del piano e prima della erogazione dell'acconto) e la dilazione dei termini di utilizzo dei fondi su presentazione di motivate richieste e per un massimo di anni due dalla scadenza originariamente stabilita.