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Cinquant'anni a servizio dei territori della Montagna Friulana



La nascita dei Bacini Imbriferi a seguito della promulgazione della Legge 959 del 27.12.1953 segnò, e ancor oggi segna, una vicenda di buona amministrazione, anticipando i tempi sulla "devolution" e/o sussidiarietà che si voglia, consentendo di creare un circolo virtuoso per le popolazioni della montagna italiana.

La nascita del nostro BIM avviene il 26 gennaio 1956 a seguito del
decreto prefettizio che istituiva di fatto il Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero del Tagliamento in provincia di Udine. Nasce quindi un ente di secondo grado che raggruppa 53 Comuni, poi divenuti 49, della montagna friulana e pordenonese.

Da quel giorno sono trascorsi 50 anni e molti amministratori si sono avvicendati sempre con lo stesso intento: favorire e sostenere lo sviluppo economico e sociale del territorio amministrato e secondo i principi della legge e conseguentemente dello Statuto consortile all'art. 2. Dicevo che sono trascorsi 50 anni, eppure l'impressione è che il Consorzio BIM sia un soggetto poco conosciuto e non siano ben noti i suoi scopi e il suo ruolo. Ecco dunque che, in occasione di questa ricorrenza, abbiamo dato vita ad una serie di iniziative che contribuiranno a far conoscere questo ente funzionale. In particolare abbiamo proposto un incontro di confronto e di studio con altri Consorzi, ed infine è prevista la realizzazione di un dvd e di una pubblicazione che illustreranno i primi cinquant'anni di storia e che saranno distribuiti alle varie istituzioni, enti e scuole del territorio.

Ma tornando alla legge 959/53 vorrei ribadire il concetto del legislatore e l'attualità di quella proposta legislativa nella quale si affermava per la prima volta il diritto delle popolazioni ad essere risarcite dai danni conseguenti alle derivazioni e quindi suggellava la possibilità con detta legge di esercitare un diritto soggettivo di credito a carattere patrimoniale imposto con l'istituzione del sovracanone ai concessionari di derivazioni idroelettriche. Ne discende quindi il beneficio economico che viene identificato come una "prestazione patrimoniale" di cui non può disporre né il legislatore regionale e nemmeno quello statale. Insomma il sovracanone è a tutti gli effetti un diritto "soggettivo civico" che attiene alla finanza locale come ha più volte ribadito la corte costituzionale.

La storia del nostro Consorzio può essere divisa in tre parti: la prima che caratterizza i primi anni e fino agli anni 80-85 e che vede gli amministratori gestire le risorse a favore di Comuni con finalità di sussidi secondo i principi dello Statuto. La seconda fase che coincide con lo studio dei nuovi parametri di riparto: in particolare la superficie, la popolazione e il danno arrecato. La terza fase, quella attuale, nella quale il Consorzio BIM si pone come leva per l'avvio di iniziative di progetti per lo sviluppo del territorio in ambiti diversi: dal cofinanziamento di iniziative in ambito culturale e sociale, nonché al sostegno delle reti museali, al finanziamento di progetti formativi e di sviluppo sociale, in particolare riferiti a supportare enti anche di carattere sovracomunale, all'avvio di attività orientate al risparmio energetico in diversi Comuni.  A tale riguardo vorrei accennare alla collabrazione in atto siglata con un protocollo d'intesa con il Bim Piave di Belluno e che riguarda i progetti di fattibilità per la costruzione di piccoli impianti su reti idriche esistenti nei vari Comuni, che sta già prospettanto buoni risultati.

Il Consorzio ha inoltre dato l'avvio alla società pubblica denominata Carniacque con deliberazione dell'Assemblea Generale n. 11 del 6.11.1998 con lo scopo di gestire il ciclo idrico integrato delle acque e consentendo altresì la partecipazione di tutti i Comuni. Ebbene questi obiettivi in parte raggiunti rappresentano un importantissimo ed irrinunciabile strategia a favore dello sviluppo delle nostre Comunità.
Il nostro intento è di perseguire questi scopi attivando proficue sinergie con tutti i soggetti istituzionali a vario titolo interessate alle attività. E tutto ciò privilegiando, com'è nella natura del Consorzio, la via del dialogo, della ricerca di adeguate soluzioni con tutti i soggetti pubblici e privati interessati allo sviluppo delle nostre scelte territoriali.

L'impegno finanziario che il Consorzio sta perseguendo per il recupero dei sovracanoni arretrati con diversi procedimenti pendenti presso il Tribunale delle Acque, potrebbe garantire un notevole introito economico a favore dei Comuni.

Durante questi cinquant'anni, il Bim Tagliamento ha immesso nel tessuto economico del territorio del Consorzio contributi destinati alla costruzione di opere pubbliche, al sostegno di attività socio-sanitarie, didattico-formative, tanto da poterlo collocare a pieno titolo tra i sostenitori dello sviluppo economico e sociale di questi ultimi. Insieme a questo aspetto bisogna sottolineare un altro, non meno importante, la capacità di definire strategie di sviluppo, perseguendo con più soggetti azioni volte al raggiungimento di risultati anche di tipo sovracomunale.

Vorrei a tal riguardo non tralasciare l'aspetto del "minimo deflusso vitale" e quindi l'applicazione delle leggi nazionali n. 183/89 36/94 e del decreto legislativo 15/99 sulla tutela delle risorse idriche, per l'ottenimento del quale il Consorzio si è più volte battuto affinché le aree montane non continuino ad essere depauperate, considerata la forte sensibilità ambientale delle popolazioni interessate alle derivazioni.

Auspico quindi che l'utilizzo della risorsa idrica non continui a degenerare ma attraverso una saggia applicazione della regolamentazione presente possa rappresentare il raggiungimento di un buon equilibrio ambientale e si possano restituire almeno una parte dei valori ambientali a suo tempo sottratti.  

Ritengo giusto e doveroso inoltre ricordare e ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questi obiettivi, i Presidenti che mi hanno preceduto alla guida del Consorzio: il 1° Presidente on. prof.
Michele Gortani, Alfeo Macutan, Mario Santarossa, Mario Del Fabbro, Franco Coradazzi, Sergio Giatti, Fabio Pellizzari, Franceschino Barazzutti, Renzo Petris, i membri dei vari direttivi, i Segretari: il 1° Segretario dott. Mario Craighero, Serafino Barazzutti, Rosa Maria Lore, Paolo Craighero ed infine l'attuale Segretario Edoardo Deotto e tutti i dipendenti e collaboratori che hanno contribuito con costanza e professionalità al procedere della vita del Consorzio.

Infine, ultimi ma non ultimi, ritengo importante ringraziare i Sindaci che hanno orientato e governato con le proprie scelte l'attività del Consorzio BIM Tagliamento in questi primi 50 anni.

Il contesto generale propone ora nuove sfide e manifesta nuove esigenze. E' richiesta sintonia tra i soggetti chiamati a definire lo scenario futuro della montagna friulana e pordenonese. E' necessario un rigoroso rispetto delle competenze amministrative di ciascuno degli attori: Stato, Regione, Provincia, Comunità Montane e Comuni.

Questi ultimi potranno svolgere il proprio insostituibile ruolo consapevoli di poter contare anche sullo strumento consortile, la cui storia ed i cui risultati rappresentano una ulteriore garanzia a favore dello sviluppo economico e sociale della nostra terra.

Il Presidente del BIM Tagliamento è il sig. Benedetti Michele.


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